Ho questa cosa con l'Oceano: la mia visione al servizio degli sport outdoor
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Ho questa cosa con l’Oceano: storia di un viaggio e di una nuova visione di business

Ho questa cosa con l’Oceano: storia di un viaggio e di una nuova visione di business

La prima volta che ho visto l’Oceano ho pianto.

In realtà non si trattava di una vera “ prima volta” perché avevo già avuto un paio di passaggi sull’Oceano.
Il primo di qualche anno fa durante una meravigliosa vacanza portoghese, coast to coast da nord a sud con tappa finale sulle infinite spiagge dell’Algarve e ancor prima in Giappone.

Dove le acque del Mar delle Filippine incontrano l’Oceano Pacifico Settentrionale.

Eppure, se dovessi oggi riferirmi al mio primo vero incontro incontro mistico, un reale a tu per tu con l’Oceano, penserei a qualche settimana fa sulla spiaggia di Tarifa.

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Tarifa è una cittadina Andalusa di meno di 20mila abitanti, situata non lontano dalla britannica Gibilterra e dal suo stretto, una città antichissima e dalla storia millenaria.

Un luogo di confine tra l’Atlantico e il Mediterraneo, schiaffeggiata continuamente dal vento di Levante, che arriva dall’Africa la cui costa è visibile a pochi chilometri, e il vento di ponente che arriva invece dall’ovest.

 

Per queste ragioni climatiche e per la sua incredibile posizione, ma anche per l’atmosfera che la caratterizza, Tarifa è stata eletta capitale andalusa degli sport acquatici: kite-surf e del windsurf , in particolare.

La mia sosta di pochi giorni è stata troppo breve per cimentarmi in questi sport, cosa che mi riprometto di fare al più presto..però ho vissuto tre esperienze indimenticabili che voglio segnalarvi:

 

  • una rigenerante corsa mattutina sull’Oceano, dal centro di Tarifa fino alla spiaggia di Valdevaqueros, tra dune, paludi e appassionati di birdwatching. SE un giorno riuscissi a trascorrere qualche mese qui, non mancherei di praticarla quasi ogni mattina!
  • la “ scalata” della duna gigantesca sulla spiaggia di Bolonia, una delle più conosciute della provincia di Cadice. Uno spettacolo incredibile al termine della faticosa salita sulla sabbia….per poi lanciarmi giù in corsa verso il mare!
  • il tour pomeridiano in barca di avvistamento dei cetacei: si tratta di un giro in di circa due ore durante le quali navigando lo stretto è spesso possibile avvistare, a seconda dei periodi di migrazione orche e alcune specie di balene e senza dubbio i giocosi delfini. 

Noi abbiamo scelto il tour operator Whale Watch Tarifa e non posso che consigliarlo per la competenza e gentilezza di operatori ed equipaggio…e per l’avvistamento della balenottera azzurra e dei suoi spruzzi!

Lasciata Tarifa con la promessa di farvi ritorno in primavera, il nostro tour fai-da te- alla scoperta dell’Andalusia è proseguito con una seconda tappa Oceanica: la ridente e affascinante Cadice.

 

Cadiz è una città incredibile,  ti accoglie con una luce abbagliante, i suoi tetti bianchi che si possono ammirare anche dall’alto grazie alle numerose torri ( 100 per l’esattezza!) tra cui la Torre Tavira.
Di questa città  mi ha colpita immediatamente il suo svilupparsi in altezza, gli affascinanti e pulitissimi vicoli nascosti, l’allegria e la cordialità degli abitanti, la squisitezza dell’offerta culinaria e delle tapas.

Proprio qui è assolutamente da non perdere l’esperienza del tour della città in 3d in camera oscura: attraverso un meccanismo ormai collaudato da secoli, si può avere in mezz’ora una visione live della città a 360° che lascia senza parole.

Salutando Cadice ho anche dato il mio arrivederci all’Oceano perché i giorni successivi sono stati dedicati alla visita delle perle dell’entroterra Andaluso, laddove la cultura della vera Spagna del Sud si è fatta strada, a suon di lotte cristiane e dominazioni arabo musulmane.

 

Siviglia, Cordoba e Granada meriterebbero capitoli a parte, perciò lascerò parlare qualche immagine.
Una tappa in ognuna di queste città, non può prescindere dalla visita alle celebri Moschee che incarnano una maestosa cattedrale, ai palazzi che tolgono il fiato e ai loro rigogliosi giardini e al monumento più visitato di tutta la Spagna e Patrimonio mondiale dell’Unesco: l’Alhambra di Granada.

Finalmente si torna un pò ad allenarsi e a correre proprio nell’ultima tappa delle capitali Andaluse, la misteriosa e affascinante Granada.
Al mattino del nostro secondo giorno abbiamo costruito un mini itinerario di corsa urbana per osservare alcuni punti della città…da una diversa prospettiva!

 

Qui se vi fa piacere, potete ritrovare la mia traccia su Strava, alla scoperta di tre diversi quartieri della città: il centrale Realejo, fin su all’Alhambra, poi in discesa verso l’Albaicin per ammirare la città dal Mirador di san Nicolàs per poi rientrare verso la Cattedrale per una sostanziosa colazione.

https://strava.app.link/nq1rr7HV70

Gli ultimi tre giorni del mio tour Andaluso sono stati dedicati al relax acquatico tra le spiagge cristalline e le insenature nascoste del Parco marino terrestre del Cabo de Gata, in provincia di Almeria. 

Questa volta siamo sulle sponde del Mar Mediterraneo.
Tra le meravigliose spiagge visitate, credo che una visita la valga assolutamente Cala San Pedro.
Si tratta di  una spiaggia situata in un’insenatura naturale alla quale si può arrivare solo via mare in gommone dal paesino di pescatori di Las Negras o mettendosi in cammino per un’oretta buona tra le “ montagne”…secondo voi noi qualche opzione abbiamo scelto?

 

La fatica è stata assolutamente ripagata dall’atmosfera magica e selvaggia del luogo, dove una comunità di Hippy, ormai ridotti all’osso, si è stabilita a vivere qui dagli anni’70 e dalla sensazione di estrema libertà che si respira in questo luogo.

Tutto molto bello. Ma quindi questa cosa con l’Oceano?

Torniamo per un attimo al principio di questo viaggio, dove tutto ha avuto inizio e dove tutto vorrei prima o poi tornasse.

L’Oceano e Tarifa.

Come sapete mi occupo di comunicazione e promozione sportiva, in particolare outdoor e legata agli sport minori.

Qui, se non l’avete ancora letta, potete trovare la mia storia e scoprire come è nato il mio business.

Le attività che svolgo  sono state finora legate alle discipline e ai protagonisti della montagna: scalatori, alpinisti, trailrunners, eventi e progetti vicini alle alte vette e alle valli montane.

Eppure da un bel pò sentivo che mancava qualcosa per completare la mia visione…

Come quel pezzettino nascosto del puzzle che però, una volta messo al suo posto, completa il quadro d’insieme dell’opera.

 

Non possiamo nascondere o tradire la nostra vera natura, e nel mio lavoro verso l’equilibrio e la costruzione di questo affascinante business che ruota intorno allo sport marketing, è necessario che piano piano tutti gli aspetti si completino.

 

Sono nata in Abruzzo, protetta dall’orizzonte della catena montuosa del Gran Sasso, ho scelto in età adulta di vivere in una località di alta valle, nel cuore delle Alpi Cozie.

Tuttavia il mare è da sempre parte di me, la mia metà materna è ligure, e io in prossimità dell’acqua e in essa ci sto proprio bene.

L’Oceano si è rivelato per me l’unione perfetta tra queste due metà, il connubio tra la vastità e l’immensità delle montagne e la forza e la fluidità dell’elemento acqua.

 

Sembrerà incredibile ma mentre mi avvicinavo a Tarifa, ho ricevuto un messaggio di contatto da una giovane promessa del windsurf che incontrerò domani e sulla quale vi terrò aggiornati.

 

Tutto sta andando nella direzione che ho visto a Tarifa…
FROM THE ALPS, TO THE OCEAN!

 

Ho questa cosa con l’Oceano, insomma.
E se ce l’avete anche voi, o siete semplicemente curiosi, seguite e condividete le vostre esperienze Oceaniche di sport e di vita, con l’hashtag #HoquestacosaconlOceano.

Salto sulla duna di Bolonia
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