Guida Alpina: 5 modi per scegliere quella giusta per noi
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La guida alpina: come scelgo quella giusta per me?

La guida alpina: come scelgo quella giusta per me?

 

La guida alpina: un mestiere come un altro?

Questo post era nelle mie bozze da diverso tempo, e ho deciso finalmente di darlo alla luce proprio nel momento in cui si fa un gran parlare  ( bene-male-male-bene) di Guide Alpine, a seguito della terribile tragedia che ha colpito recentemente la Guida comasca Mario Castiglioni e sua moglie, insieme ad altri quattro clienti, nella zona della Pigna d’Arolla, a oltre 3.000 metri lungo il percorso della Haute Route, un itinerario scialpinistico molto frequentato che collega Chamonix con Zermatt.

Non è assolutamente mia intenzione entrare in merito a questa triste vicenda, che è costata la vita ad almeno cinque persone, in circostanze non ancora chiarissime ma che, a mio avviso, non sono assolutamente riconducibili alla decisione di essersi affidati ad un professionista dell’alta montagna.

Le Guide Alpine sono persone, esattamente come me, che scrivo seduta alla mia scrivania diverse ore al giorno o come il macellaio nella sua bottega e l’insegnante tra i banchi di scuola. La loro vita ha lo stesso valore di quella di un cliente, per il quale spesso ci si trova a dover decidere in un infinitesimo di secondo per una direzione piuttosto che un’altra da seguire.

In realtà, a darmi la spinta verso questo argomento è stata la lettura di un bellissimo testo che consiglio a ciascuno di voi, e che da poco ho terminato di leggere. In questo libro ho trovato tutta l’umanità e la quotidianità di una Guida Alpina, oggi.

” La montagna che non c’è”

“La montagna che non c’è è quella che non hai ancora scalato e che continui a cercare

Se anche voi come me, avete da poco letto “ La Montagna che non c’è” ,il primo libro di Anna Torretta, sapete a che cosa mi riferisco con queste parole.

Per chi invece si sta chiedendo chi è Anna Torretta, potremmo definirla come una donna dalle mille potenzialità, con il filo comune dell’alpinismo e della montagna.

Nata a Torino nel 1971, laureata in architettura , pluricampionessa mondiale di arrampicata su ghiaccio, dal 2005 esercita anche il mestiere di Guida Alpina, presso La Società Guide di Courmayeur, dove risiede, ai piedi del Monte Bianco.

Nella lettura del suo romanzo ho scoperto con entusiasmo un altro volto dell’essere donna, madre, alpinista e lavoratrice con un mestiere molto speciale: la guida alpina.


Una professione affascinante e quasi difficile da riconoscere come tale per la maggioranza delle persone ( quante volte da amici di guide, anche noi abbiamo pensato “ vorrei anche io ricevere del denaro per trascorrere intere giornate e settimane all’aria aperta, in alta montagna, accompagnando i miei clienti su itinerari mozzafiato) eppure…si tratta di un vero e proprio mestiere, con  le sue complessità, obblighi restrittivi di categoria e alti rischi quotidiani.

Senza pensare alle energie e ai costi spesi per la lunga procedura di selezione.

 

Anna Torretta: la montagna che non c'è

Come si diventa Guida Alpina

Per diventare Guida Alpina bisogna infatti superare gli esami di abilitazione e l’iscrizione all’Albo dei Collegi Regionali e Provinciali.

Dopo la presentazione di un ricco curriculum alpinistico, l’accesso al corso è regolato dalle preselezioni, che hanno durata variabile ( minimo di tre giorni)  e si articolano su prove invernali e prove estive molto selettive sulle seguenti attività: sci, sci alpinismo, arrampicata su roccia, ghiaccio e misto.

Una volta avuto accesso al Corso questo ha la durata di 95 giorni, suddivisi su un anno e mezzo, al termine del quale se superato con esito positivo si otterrà il brevetto di Aspirante Guida Alpina. Da questo momento è possibile esercitare il mestiere con alcune limitazioni.

Dopo due anni di tirocinio, le Aspiranti Guide possono partecipare al corso professionale per diventare finalmente Guida alpina e Maestro di Alpinismo, che si tiene generalmente ogni due anni. Il costo totale del percorso di formazione è all’incirca di 20mila euro, comprensivi di spostamenti, skipass, rifugi e attrezzatura.

Ora che avete un’idea di quanta motivazione richieda il completamento di questo percorso di formazione, entriamo un pò più nel dettaglio e andiamo a  scoprire di cosa si occupa la guida alpina.

Sul portale ufficiale della categoria leggiamo la seguente definizione, quella che dà la legge del 2 gennaio 1989, n°6.

La guida alpina è chi svolge professionalmente le seguenti attività: accompagnamento di persone in ascensioni sia su roccia che su ghiaccio o in escursioni in montagna; accompagnamento di persone in ascensioni sci-alpinistiche o in escursioni sciistiche; insegnamento delle tecniche alpinistiche e sci-alpinistiche con esclusione delle tecniche sciistiche su piste di discesa e di fondo.

Si tratta di una definizione sicuramente chiara, ma non del tutto esaustiva rispetto ad un panorama molto più variegato e ricco di sfumature.

Per esercitare con successo questo mestiere, oltre ad una grande dose di passione e amore per la montagna e tutto ciò che la rappresenta, occorrono una profonda conoscenza del territorio montano, delle sue caratteristiche stagionali e di terreno e dei suoi rischi, della nivologia, di soccorso ed un’ottima attitudine al relazionarsi con gli altri.
Inoltre l’esercizio stesso della professione richiede continui aggiornamenti nel corso degli anni.

 

Guida alpina: come scegliere quella giusta per voi

Bene: il mestiere della guida alpina vi ha incuriosito e state pensando di affidarvi ad una di esse per dare una svolta al vostro andar per montagne ma non tutte le guide sono uguali: come scegliere quella più giusta per voi?

Nella mia personale esperienza di professionista dell’outdoor e di cliente occasionale delle guide, ho stilato per voi queste 5 caratteristiche da valutare nella scelta della vostra guida alpina: che sia per un’escursione giornaliera o per tutta la vita.

  1. LA PATACCA:
    Ogni guida alpina deve risultare
    iscritta agli albi dei Collegi Regionali e Provinciali ( qui trovate l’elenco), munita di tesserino di riconoscimento  e indossare sulla propria divisa il distintivo UIAGM;
  2. I PROGRAMMI:
    Le Guide possono esercitare sia in modo autonomo che all’interno di Uffici Guide dislocati sul territorio: a
    ssicuratevi che il programma che vi interessa o vi viene proposto, sia esposto in modo chiaro ed esaustivo sul sito web della Guida o dell’ufficio che lo promuove. In particolare, informatevi sul grado di allenamento e preparazione che vi si richiede per ogni uscita: una brava guida sarà felice di rispondere alle vostre domande e colmare i vostri dubbi in anticipo! Una telefonata in più a volte evita spiacevoli situazioni ed inconvenienti.
  3. IL SUO STILE:
    Grazie al web è oggi possibile arrivare a molte informazioni circa il professionista che vi accompagnerà: sia per le nuove generazioni di guide che per quelle di una volta, il sito web è un canale fondamentale dal quale potrete ricevere una
    prima impressione di come si muove e del suo”stile”.
    Cercate eventuali recensioni sulla sua pagina Facebook o commenti di suoi clienti abituali, in modo da farvi un’idea rispetto alla vostra possibile guida.
    Il passaparola rimane comunque una forma di “pubblicità” molto affidabile: ma non basatevi solo su quello. Voi potreste avere esigenze di accompagnamento diverse dai vostri amici e aspettative differenti sull’uscita.
    Vi sono guide più predisposte all’arrampicata e con un’attitudine inferiore allo sci, e viceversa. Capire con chi avete a che fare prima dell’uscita, aumenterà senz’altro il vostro grado di soddisfazione e gradimento!
  4.  I COSTI:
    Il costo di una giornata con la guida varia moltissimo, a seconda del tipo di attività proposta, del grado di salita che andrete ad effettuare, del numero dei partecipanti coinvolti (
    per ogni guida non dovrebbero esserci mai più di 5-8 persone ma anche questo dato è fortemente variabile). La cifra indicata solitamente NON INCLUDE i costi di trasferimento, i pernotti in rifugio e i pranzi al sacco, gli impianti di risalita e tutti gli extra.
    Informatevi preventivamente con la vostra guida circa i costi extra da sostenere: di norma, le spese della guida sono tutte a carico dei partecipanti.
    Se la Guida è inserita in un gruppo ufficiale sono generalmente considerate nella tariffa di programma, se invece l’uscita è con il “singolo” sarà bene definire in anticipo con la guida tutti i dettagli.
  5. L’EMPATIA:
    L’ultima, ma non meno importante caratteristica che mi sento di consigliare, è l’empatia.

    Le guide sono esseri umani come ognuno di noi, con i loro tratti caratteriali,  che possono risultare più o meno simpatici a seconda del nostro modo di relazionarci: ci sarà il chiacchierone, quello che vi rassicura ogni momento o, all’inverso, chi vi porta in cima senza quasi voltare lo sguardo su di voi.
    Certo queste cose si possono solo imparare con il tempo e le uscite, come fare allora per capirlo più velocemente? Se non conoscete ancora chi vi accompagnerà, provate a individuare un’uscita breve o una situazione di contatto e conoscenza presso il suo ufficio o un evento outdoor. Fare due chiacchiere o, meglio ancora, una breve uscita conoscitiva, vi aiuterà molto in questa selezione.

…E poi?

E poi lasciatevi andare: una volta che avrete apprezzato l’esperienza in quota con una brava guida e avrete trovato quella, o quelle, più giuste per voi, difficilmente le abbandonerete!

Se questo articolo vi è piaciuto e avete voglia di raccontarmi la vostra esperienza con le guide alpine, o di chiedermi maggiori informazioni, vi aspetto nei commenti qui sotto!

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Sei una guida alpina o fai parte di un gruppo guide e ti piacerebbe collaborare con me?

Ho creato un servizio che può fare al caso tuo:
YOU HIKE! I WRITE!

6 Comments
  • sandra scrimali
    Posted at 21:51h, 08 Maggio Rispondi

    La Guida alpina con cui sono salita sulla torre del Vajolet è un ragazzo fantastico, molto professionale. Ma se devo dire la verità…se 50 anni fa mi avessero detto che avrei arrampicato con una guida a tariffa, avrei giurato che MAI! L’alpinismo allora era un rapporto fra amici, i compagni di cordata erano compagni per la vita, ed ancora ci ritroviamo periodicamente, almeno chi è rimasto, e ricordiamo chi è andato avanti. Per la Guida io sono e resto un cliente, come per il salumiere o il meccanico. Non si beve una birra insieme, non si passano ore in sede al CAI a progettare, non si mangia nello stesso piatto, non si dorme nella stessa tenda, non si canta un coro da ‘mbriachi davanti ad un fuoco, non si sacramenta come turchi sui passaggi più impelagati, non ci si lanciano frizzi se la corda si impiglia o se si risolve un passaggio con le ginocchia e le chiappe, non si aspetta con ansia l’amico che non è rientrato, non si organizzano insieme i gruppi per la ricerca…. Non so se rendo l’idea. Grazie comunque di esserci per tutti quelli come me, che non hanno più compagni di cordate. Poi però ho recuperato un poco del cameratismo di allora con le Guide della Pietra di Bismantova. Se prima avevo avuto l’impressione di seguire un conducente di autobus, con le Guidelapietra ho ritrovato un poco della giocosità dell’arrampicata in sintonia, non un pacco postale da portare su ma quasi un compagno che partecipa all’avventura, dalla proposta degli itinerari all’allenamento in palestra insieme, ripassando tecniche e nodi e soprattutto consolidando quell’affiatamento nella progressione che ti serve quando sei fuori vista e devi immaginare le fasi della salita del primo, quando sta rinviando, quando potrebbe essere già in sosta, quando è ora di partire per raggiungerlo. Come li ho scelti? Volevo riprovarci, dopo 45 anni! Cercavo qualcuno vicino a casa ( si fa per dire, mi ci vogliono 2 ore), ho gironzolato sull’internet, ho letto i profili, ho contattato il meno giovanotto del gruppo sperando in una maggiore pazienza, ho trovato delle persone meravigliose, senza prevenzioni per la mia età, senza limiti di sopportazione, allegre, conviviali, giocose, straordinariamente didattiche e professionali, con in più quel tocco di emiliana cordialità che li rende proprio speciali

    • Flavia Chiarelli
      Posted at 09:41h, 09 Maggio Rispondi

      Ciao Sandra!

      Grazie davvero per la tua testimonianza: l’ho trovata autentica, intensa e toccante.
      Concordo con te sul fascino, che oramai sembra perso, dell’andar per montagne tra camerati e di come invece, per forza di cose, sia diversa la sensazione di essere accompagnati da una Guida professionista.

      Tuttavia, mi sembra che esistano ancora situazioni genuine e un pò ” al confine” e tu hai saputo con la tua determinazione ricrearle con nuovi compagni di cordata.
      Ti auguro ancora tante salite e chissà che non si incontri su qualche vetta!

  • Silvia Scagnelato
    Posted at 10:26h, 10 Maggio Rispondi

    Ciao!
    Bell’articolo e bella riflessione. Grazie anche per lo spunto sul libro di Anna Torretta. Mi sento di commentare poiché ho amici che hanno intrapreso il percorso per diventare guida, altri lo sono già e conoscendoli da almeno dieci anni, so tutto l’impegno che ci hanno messo. Dedizione e tempo, a volte anche a scapito di trascorrere questo tempo con la propria famiglia amici compagni.

    Riguardo all’empatia e’ certamente una carta fondamentale. Poi ci vuole rispetto ed umiltà. Da parte dei clienti soprattutto che a volte partono con un bagaglio pieno di pretese. Sul mezzo. Sulla sistemazione. Sulla strada via da fare. Non si arriva su in vetta per vincere una medaglia. Ma per conoscere meglio se stessi, sfidando paure e limiti ed infine poter vedere posti magnifici.

    A proposito di limiti, credo sarebbe bello se alcune guide organizzasaero percorsi più semplici adatti a persone con disabilità fisica. Qualcosa c’è e fa parte del volontariato – cooperative sociali che organizzano eventi outdoor specifici. In una parola montagna terapia. Ho altri amici che lo fanno e stanno ottenendo grandi risultati.
    Manca però l’evento pubblicizzato anche sul web cui possano iscriversi liberamente persone in carrozzina, ipovedenti ecc.

    Ecco se posso lanciare uno spunto, rivolgetevi anche a loro. Io realizzo calendari fotografici per beneficenza, proprio per mostrare posti meravigliosi a chi non ha la fortuna di vederli coi propri occhi.

    Sicuramente ci sarà qualcuno che pensa anche a queste persone. Diverse solo nell’abilità fisica. Ma credo manchino iniziative mirate ed a più ampio raggio.

    Spero di aver dato un input. Buon cammino a tutti. Silvia Scagnelato

    • Flavia Chiarelli
      Posted at 09:38h, 11 Maggio Rispondi

      Ciao Silvia, grazie per il tuo commento. Hai offerto uno spunto interessante ma soprattutto un punto di vista diverso, che spesso non viene preso in considerazione quando si parla di Guide Alpine sul piano strettamente commerciale.

      Personalmente non conosco ancora questo tipo di programmi, ma potrebbe essere uno dei prossimi argomenti da trattare, anche qui sul Blog.

      Di recente ho supportato un amico nella promozione di una bellissima iniziativa promossa dalla Fondazione per lo sport Silvia Rinaldi, rivolta all’apertura di nuove vie in Perù, sulle Ande con la partecipazione di due alpinisti con disabilità. Da questa spedizione è natò un bel progetto ed un film, Arrampicande. Se vuoi dare un’occhiata vai su http://www.arrampicande.it!

  • Francesco cecco Vaudo
    Posted at 16:37h, 19 Maggio Rispondi

    Ciao.
    Vorrei dare un’altro spunto di riflessione sulla professione di una Guida sia Alpina di MTB di Canyoning ecc ecc, sicuramente il primo stimolo di viaggio o avventura e’ l’organizzazione e la pianificazione, che ci fa gia’ assaporare il piacere e i panorami che andremo ad incontrare. Per quello che mi riguarda e’ abbastanza difficile trovarmi con i soci clienti di viaggio per poter pianificare l’avventura, vuoi per gli impegni vuoi per le distanze. Questa esperienza mi e’ capitata la prima volta che ho fatto una discesa in mtb a Finale Ligure, posto che conosco abbastanza bene, con una guida di mtb, ho dovuto solo guidare la biciclette e divertirmi, mi sono tolto un pensiero molto forte che e’ la ricerca del percorso, questo per dire che un cliente di una Guida non si deve sentire un pacco postale ma pensare solo a divertirsi e godersi la salita o la discesa. Buone avventure a tutti.

    • Flavia Chiarelli
      Posted at 12:45h, 21 Maggio Rispondi

      Ciao Cecco
      grazie per il tuo spunto e per il punto di vista di un “insider” ovvero di una Guida Alpina come te.
      Speriamo di riceverne anche altri e di riuscire, magari, nel nostro piccolo, a costruire un piccolo “galateo” o codice di condotta che tuteli sia le Guide Alpine che i clienti nel reciproco rapporto.

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