Come si diventa guida alpina? Intervista a Luca Macchetto ~ Flavia Chiarelli
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Come si diventa guida alpina? Intervista a Luca Macchetto

Come si diventa guida alpina? Intervista a Luca Macchetto

 

Come si diventa guida alpina?

Se mi seguite da un pò lo avrete capito: la figura della guida alpina mi affascina moltissimo.

Ogni volta che ne incontro una lungo il mio cammino personale, e professionale,  vorrei saperne di più sul suo percorso e sui perché che spingono alcuni amanti delle alte cime a farne una professione e uno stile di vita.

Ho conosciuto diverse guide nel corso della mia vita, soprattutto di recente grazie alla mia professione di sport marketing manager: ognuna di loro rappresenta una storia a sé e a ognuna avrei voluto chiedere:

…quindi, il grande quesito, Guida alpina, si nasce o si diventa?

Un pò come il primo amore, la nostra prima guida alpina non si scorda mai e così ho deciso, per questa seconda puntata di #OutdoorStories, di intervistare proprio colui che per primo mi ha introdotto verso l’approfondimento di questa professione.

Il mio primo ” incontro ravvicinato” con una guida alpina è stato con Luca Macchetto, di origini biellesi, oggi residente sul lago Maggiore, a Stresa, di recente divenuto papà di due bellissime gemelline.
Correva l’anno 2012 e lavoravo già da qualche tempo a Valle Mosso, nel cuore del distretto tessile Biellese: qui mi sono occupata per alcuni anni di marketing e promozione per il brand 100% merinowool Reda Rewoolution.

Trattandosi di un progetto start up, Luca è stato coinvolto dai miei responsabili sin dall’inizio nella progettazione e nei test delle prime collezioni di prodotto, diventando ben presto una figura di riferimento per ogni attività commerciale e outdoor che richiedesse l’intervento di una figura professionale come la sua.

Grazie a lui ho imparato a muovere i primi passi sulla roccia, nelle falesie di Monte Strutto, tra le ferrate di Arco,  sul ghiacciaio del Monte Rosa.
Ciò che mi ha immediatamente colpito del suo modo di vivere, essere e lavorare sta nel suo sguardo che sorride ogni volta che racconta un aneddoto di montagna oltre all’incredibile sicurezza che è riuscito a trasmettermi in ogni situazione.

Una grande passione per il suo mestiere ed un instancabile impegno nel trasmetterla sono le due caratteristiche che lo contraddistinguono e che ho voluto andare ad approfondire con questa chiacchierata tra vecchi amici.

Andiamo così a conoscerlo meglio e a scoprire come si diventa guida alpina, riuscendo a vivere proprio di questo.

 

 

Guida alpina su via ferrata

  • Luca, tu sei Biellese, ma da brava guida ti sposti dove il lavoro, e le montagne, ti chiamano. Quali sono al momento le tue maggiori aree di operatività?

Mi muovo essenzialmente sulle Alpi, Principalmente Piemonte e Valle D’Aosta, con un buon numero di giornate tra Francia e Vallese ( Svizzera), Dolomiti e Austria per lo sci alpinismo. Più raramente i viaggi Extra Europea e poi alcune zone extra in Italia come Abruzzo e Stromboli, una volta l’anno scendo a Stromboli, per accompagnare come Guida Alpina sul vulcano.

 

  • In che anno sei diventato Guida Alpina?

Sono diventato aspirante a Gennaio 2004 e poi nel 2006 sono diventato guida Alpina. Occorrono due anni di aspirantato, per poi sostenere alcuni esami e diventare ufficialmente Guida Alpina UAGM.

( Qui potete approfondire l’iter formativo di ogni guida alpina)

 

  • Come è iniziato il tuo percorso di attività in montagna ?
    Ho iniziato a frequentare la montagna grazie ai miei genitori. Prima della nascita mia e di mio fratello, mamma e papà si dedicavano all’escursionismo ma anche all’alpinismo e alla salita di alcune vie normali. Quando eravamo piccoli ci è stata trasmessa la passione per l’escursionismo, dopo qualche anno ho iniziato a frequentare degli amici Biellesi che mi hanno avviato all’arrampicata. In quel periodo, dopo un breve trascorso CAI, ho iniziato a frequentare diversi amici guide che mi hanno ispirato verso questa strada.
  • Quando hai deciso dentro di te che avresti intrapreso questo mestiere? Ricordi un episodio determinante, che ha fatto la differenza nel decidere di approcciarti a  mondo?
    Andando in montagna con amici Guide, che mi hanno sempre ispirato moltissimo,  ho capito con il tempo che quella avrebbe potuto essere la mia strada. Non ho vissuto un episodio specifico ma posso dire di essere stato via via catturato da una crescente ispirazione verso questo mestiere. Mi sono sentito quasi subito portato verso l’insegnamento e la trasmissione del mio amore per la montagna alle altre persone.  Trasmettere le proprie nozioni e mettersi a disposizione delle persone, richiede un cambiamento di mentalità: non si è più in montagna con gli amici.
    Una persona che chiama una guida può avere bisogno di me sotto diversi aspetti, tecnici e non solo. E’ importante insegnare un pò tutto e non lasciare nulla al caso.
  • Cosa ricordi del tuo Corso Guide ?
    Lo ricordo come un bellissimo periodo: non c’era altro pensiero che quello di allenarsi, di fare uscite per il curriculum e  per le uscite di formazione. Un periodo davvero ricco di bei ricordi.
  • E della tua prima uscita con un cliente?
    Purtroppo appena diventato Guida, mi sono rotto il crociato, saltando così la prima stagione invernale. La prima uscita post incidente, programmata con Carlo Gabasio, guida di Biella, fu piuttosto semplice in zona Chamonix. Posso dire che ogni uscita con il cliente è un nuovo corso, un esame!
    Non amo definire le persone che accompagno “ clienti” anche se non sono ancora riuscito a trovare un valido sinonimo. Spesso si tratta di persone che accompagno in giro per le montagne da più di dieci anni: il termine cliente sarebbe riduttivo.

 

  • Come vedi le difficoltà professionali e relazionali che incontri oggi nel nostro Paese?
    A differenza di Francia e Svizzera, dove la figura della guida alpina gode di un certo riconoscimento, in Italia la mia figura non è ancora così compresa nel pieno delle potenzialità. Consideriamo che questi stati hanno una rete territoriale, fatta di alberghi, professionisti, ristorazione, ecc. che  vive per lo sport.
    Per lo straniero è connaturato nella sua natura rivolgersi ad un professionista per svolgere dell attività. Qui da noi viene vista come la persona che ti avvia e ti inizia alla disciplina, ma non viene visto dagli Italiani così importante affidarsi ad un professionista per le salite in alta montagna. Molte persone ancora non sono al corrente dell’iter impegnativo richiesto per diventare guida alpina.
    Tuttavia i nuovo Corsi Guide, dimostrano che sta aumentando il numero di ragazzi che si stanno avvicinando a questa strada.
  • Luca, io so che dal 2008 tu vivi di questo mestiere. Puoi spiegarci come è accaduto e se hai dovuto, in alcuni periodi, sostenerti anche con altre attività?
    Io ho fatto una scelta drastica: dal 1996 al 2001 ho lavorato in un laboratorio chimico per il tessile. Ad un certo punto è scattata in me una molla irreversibile; da un pò di tempo facevo pensieri e ragionamenti finché nel Giugno del 2001 ho dato le mie dimissioni immediate al titolare.
    “ Sto molto bene qua, ma io voglio andare in montagna” : ho pronunciato tutto d’un fiato, nel suo ufficio. Non avevo ancora superato le selezioni ma questa spinta era molto forte per me. Avevo bisogno di un’alternativa per poter sopravvivere e pagarmi il Corso Guide. Ho così cominciato a lavorare come imbianchino/decoratore: ma la mia priorità rimaneva quella dell’ allenarmi e frequentare il corso guida. Intanto ho imparato un mestiere che mi ha consentito anche di sostenermi nei primi anni da Guida.
    Ad oggi posso dire che vi sono diversi sbocchi e possibilità per chi ha voglia di iniziare davvero questo mestiere. Chiaramente, come ogni scelta di vita non convenzionale, questo mestiere richiede numerosi compromessi: primo, fra tutti, quello di viaggiare continuamente alla ricerca delle alte montagne e rimanere lontani da casa e dalla famiglia.
  • Quali sono le caratteristiche che per te una buona guida Alpina dovrebbe avere?
    Devi amare la montagna, e i suoi ritmi di vita, sopra ogni altra cosa. Alzarsi all’una di notte per partire dal rifugio, non avere più una routine quotidiana, vedere poco la propria famiglia, sono solo alcuni dei compromessi a cui quotidianamente una Guida Alpina si sottopone.
    Devi saperti relazionare con le persone che accompagni, che solitamente sono in “vacanza” e quindi hanno alte aspettative nei confronti dell’uscita. L’aspetto empatico e relazionale è importantissimo.
    Bisogna essere un pò “psicologi” e capire chi si ha di fronte come Cliente, anche se questo aspetto arriva poi con il tempo e l’esperienza. Nel minor tempo si riesce a capire chi ci accompagna in gita, prima si riesce ad improntare un ottimo rapporto.
    Vi sono persone che, pur divertendosi moltissimo, non hanno bisogno di parlare; altre invece voglio imparare anche qualcosa di teorico

Guida alpina su ghiacciaio con mappa

  • Perché oggi un potenziale appassionato di montagna, desideroso di compiere nuove esperienze in quota in sicurezza, dovrebbe scegliere di affidarsi ad una Guida Alpina?
    I “clienti” tipo di una GA possono essere di diverso tipo: dal professionista che non ha tempo di organizzarsi e cerca una persona che lo guidi in questo, a chi si avvicina invece perché non ha mai preso dimestichezza con l’ambiente montano.
    Vi sono persone che vogliono semplicemente portare una cima a casa in sicurezza ed altre più disposte invece ad ascoltare ed apprendere nozioni.Vi sono molti gruppi di amici, che solitamente escono in autonomia, ma in alcuni casi si rivolgono alla GA per alzare il tiro delle loro imprese.
  • Pensi che oggi giorno il valore della figura GA sia davvero riconosciuto come merita ?Altrimenti, cosa avvertì come mancanza?
    Credo che oggi la notorietà rispetto a questo mestiere stia via via crescendo.
    In Italia è un processo forse più lento, perchè in generale c’è sempre stata meno attenzione alla componente fisica e sportiva, ma le cose stanno piano piano cambiando.  Anche in Italia sempre più persone si rivolgono alle Guide,  a cui si aggiunge un pubblico straniero che si rivolge alla Guida come punto di riferimento per uscite sul nostro territorio.
  • Oggi secondo te, quanto è importante per una  guida Alpina, essere anche un buon comunicatore e venditore di se stesso?
    Come ogni lavoro da libero professionista, anche quello della Guida Alpina, richiede una buona dose di promozione, in autonomia o attraverso l’inserimento in Gruppi Guide.
  • Tu cosa fai in questi ambito ? Quali azioni di comunicazione, promozione e commerciali svolgi con maggiore costanza e frequenza? Le svolgi in autonomia o ti avvali di collaboratori?
    Mi muovo da sempre attraverso diversi canali in sinergia spesso tra di loro: sono inserito in una società guide di Milano, che è Mountain Kingdom, attraverso la quale mi entrano alcuni lavori soprattutto su viaggi e spedizioni più articolate.
    Collaboro con dei Tour operator e Club Alpini stranieri, principalmente in Olanda, per i quali sono il referente in Italia per i viaggi di sci alpinismo.
    Credo molto nella collaborazione con le aziende di settore, nella partecipazione ad alcune fiere ed eventi selezionati, ma soprattutto, trovo che il passaparola di chi ha già lavorato con me sia fondamentale.
    Per quanto riguarda il web, lo utilizzo poco personalmente, a causa della mia scarsa attitudine alla tecnologia, ma trovo che oggi rimanere connessi, a malincuore, talvolta anche in rifugio, ci apra a delle possibilità lavorative assai più ampie. ( Ahiahiai ….Luca 😉
    Svolgo i miei lavori da “ufficio” a volte proprio dai rifugi, in autonomia: riconosco però che a volte sia faticoso dedicarvisi, magari al termine di una salita impegnativa, quando si vorrebbe solo riposare.
  • Hai mai tenuto presenze in pubbliche occasioni? pensi siano vantaggiose per la tua professione?
    In passato ho tenuto qualche serata alpinistica, al rientro da spedizioni in 8000, e ne ho tratto grande pubblico e soddisfazione.
    Ho lavorato allo sviluppo prodotto come tester per alcune aziende di settore, mentre invece  non ho mai tenuto dei Team Building, anche se trovo che potrebbero essere un ottimo veicolo per crescere ed incontrare anche professionisti e persone assai diverse da me.
  • Arriviamo alla componente digitale sempre più forte nella vita quotidiana di ciascuno di noi. Come vedi questa immersione nel Digitale rispetto alla tua professione di Guida Alpina? Te ne stai occupando e come?
    Tasto dolente! Ammetto di non essere molto tecnologico: posso anche aggiungere che, fortunatamente, ad oggi non ne ho mai avvertito un reale bisogno. Credo nei social network e nel loro potere promozionale, se usati bene, diciamo ad un 50% rispetto al resto delle opportunità che consentono di trovare i propri clienti. Sono dubbioso sul fatto che i miei clienti ideali possano davvero muoversi lì.
    Sono invece molto a favore delle iniziative condotte con giornalisti e blogger di settore: preferisco siano queste figure che, invitate a vivere le esperienze che una Guida Alpina può offrire sui diversi ambienti, raccontino dal loro punto di vista attraverso gli strumenti e i canali che gli sono più congeniali.

( Proprio di recente Luca è stato protagonista di questo blog tour al quale ho avuto la fortuna di poter partecipare!)

 

Guida in cordata da due

 

  • Per concludere, dammi la TUA definizione e di Guida Alpina.
    Per me la Guida Alpina è un appassionato del proprio lavoro. Io sono un Guida Alpina, ancor prima di fare queste mestiere.
    Un pò ci si nasce…ed un pò ci si diventa con il tempo.

Bene. La nostra chiacchierata con Luca si conclude qui. Se ti ha incuriosito e vuoi conoscerlo meglio puoi raggiungerlo sui canali di Mountain Kingdom, società di guide con la quale collabora da diversi anni, oppure qui sulla sua pagina Facebook.

Se invece sei anche tu una guida o un operatore della montagna, sei poco tecnologico o non hai tempo per occupartti con metodo dei tuoi canali e ti piacerebbe avere un supporto nella tua comunicazione on line, qui puoi dare un’occhiata al mio nuovo servizio, si chiama YOU HIKE! I WRITE.

 

 

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